Vito Nesta

Quando li ho visti per la prima volta me ne sono innamorata immediatamente.

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Così ho scoperto il giovane designer Vito Nesta, pugliese di nascita, studia a Firenze all’Industrial Design, e dopo aver viaggiato e conosciuto il mondo si stabilisce a Milano. Ma conosciamolo meglio…

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Raccontaci il tuo processo creativo, dall’idea all’oggetto finito. Il miei progetti nascono sempre un pò per caso. Prima che iniziassi con la mia collezione di ceramiche andavo nelle autodemolizioni e raccattavo quello che trovavo, poi in studio assemblavo, tagliavo, saldavo, pulivo e lucidavo. In realtà prima che entrassi nelle autodemolizioni non sapevo se sarei andato a progettare un tavolo piuttosto che uno sgabello, una sedia piuttosto che un’altro oggetto.

Poi è iniziata la mia collezione di ceramiche, anch’essa non era affatto premeditata, ho sempre avuto una passione per le ceramiche ma non era mia intenzione iniziare una collezione di questo materiale.

Era una domenica di febbraio dell’anno scorso, andavo a trovare mia zia a Brescia quando in treno mi son venuti in mente dei ricordi d’infanzia, di quando vivevo con i miei nonni nella loro masseria giù in Puglia.

Ricordavo che mia nonna aveva un ditale in una vecchia macchina da cucire Singer ed io ci giocavo nei giorni di pioggia quando non mi era permesso di scendere dalla villa per giocare con gli animali.

Pensando a questo mi è venuto in mente che questo oggetto così già bello di suo, geometrico, poetico e ricco di storia potesse acquisire un’altra funzione, cambiandogli la dimensione è diventato poi un vaso che io chiamo “ricettacolo di fantasie” perchè l’ho visto pieno di ogni tipo di cosa possibile ed immaginabile.

 

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… e le tue ispirazioni. Mi hanno sempre affascinato i colori, i materiali e le forme del passato.

Da piccolo mi imbolavano gli oggetti che mia nonna aveva in casa, osservavo la sua collezione di vetri di murano per ore e ore, non riuscivo a decifrare i colori che un pezzo aveva, ce ne erano centinaia e bellissimi. Ho iniziato poi a sognare che da grande avrei voluto realizzare quegli oggetti.

Posso definirmi un romantico e nostalgico, sicuramente fuori tempo, osservo l’antico per restituirlo ai giorni nostri modificato, contemporeneizzato, ma con un profumo di retrò.

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Quando hai venduto per la prima volta qualcosa disegnato da te, cosa hai provato? La prima cosa che ho venduto di mio è stata una scultura in terracotta. Era una commissione per un’azienda che produce pasta giù in Puglia, volevano una scultura da regalare per l’anniversario dell’azienda ai clienti più affezionati e persone che andavano in visita in azienda.

Era l’allegoria dell’Italia, ho ritratto una donna con un corsetto abbastanza osè, una gonna e su questa dei bassorilievi della torre di Pisa, del Colosseo, dei trulli ecc, con in testa una corona ed in mano una spada.

Devo dire che il risultato non era niente male. Quando l’ho portata in azienda mi hanno detto che sembrava una vecchia decrepita, in realtà essendo in terracotta l’argilla non ha tenuto molto sulle gambe ed era un pò sprofondata, forse la struttura non gliel’avevo fatta bene.

Resta il fatto che esaminandola piace comunque e me la pagano, il compenso non era molto ma con quei soldi assieme ad altri che avevo vado subito da un’antiquario che conoscevo e mi compro un orologio da tavolo.

Ero molto contento, per quanto ero piccolo non credevo che qualcosa realizzata da me potesse avere in cambio del denaro.

Dove possiamo trovare le tue ceramiche?

Ho tre vetrine permanenti che sono la Triannale di Milano, i Musei Mazzucchelli e la boutique IMARIKA di Milano, poi su e-commerce come LOVETheSIGN, Lacrom e Design Market.

lamiatavola

Commenti

  1. bellissimi questi piatti!!! sono nella mia wish list!!

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